Padoa SchioppaIl ministro dell’economia Padoa Schioppa, davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, annuncia che manderà “i bamboccioni fuori di casa”. La frase infelice si riferisce agli incentivi previsti dalla Finanziaria per il 2008 che danno la possibilità agli under 30 di usufruire di detrazioni fiscali sugli affitti. Le detrazioni vanno dai 495,8 euro in tre anni se il reddito complessivo supera i 15.493,71 euro ma non i 30.987,41 euro, ai 991,6 euro (sempre in tre anni) se il reddito non supera i 15.493,71 euro.
Ma vediamo chi sono quelli che il minisitro definisce con leggerezza “bamboccioni”. Sono uomini e donne sui 30 anni, magari con una laurea in mano che lavorano con un contratto a tempo determinato (co.co.co., co.co.pro., etc) e non hanno i requisiti richiesti dalle banche o dai proprietari di case per accendere un mutuo per la prima casa o per prenderne in affitto una.
“Non hai sufficienti garanzie”, “e se non riesci a pagarmi l’affitto?” queste sono le parole che si sente dire un “bamboccione” quando cerca di uscire di casa. E se ci riesce deve fare i conti con un costo della vita a tratti intollerabile. Riferendomi alla mia situazione,a Milano un pagnotta tipo “altamura” costa 3€, scontrino dell’altro ieri, un’insalata per pranzo ne costa 5€ e su un ticket restaurant di 5,17€ va a finire che devi tirare fuori qualcosa di tasca propria. E allora caro ministro?
Certo i suoi figli, se ne ha, non possono dirsi certo “bamboccioni”. Con il reddito del padre potranno sicuramente permettersi una bella casa di proprietà e magari con la “benedizione” di papà avranno un lavoro inossidabile che gli permetterà di “avere le garanzie” per qualsiasi cosa vorranno comprarsi.
Gli incentivi vanno bene, non dico di no, ma magari interveniamo, come nessuno ha avuto il coraggio di fare, sulle speculazioni dei contratti a tempo determinato (a mio avviso giusti come idea ma totalmente sbagliati nella loro applicazione), sul cartello delle banche, unite ad aumentare i tassi di interesse sui mutui variabili, sugli stipendi ormai inadeguati al costo della vita e magari caro ministro rinunci a qualcuno dei suoi benefici, pagati da noi tra l’altro, così che i suoi “bamboccioni” siano liberi di costruirsi una vita propria decente.
Certo che poi se il blocco degli aumenti ai parlamentari viene bloccato…

iclaroc

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